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    June 17

    Daphne e gli androidi

     
     
     
    La brezza marina.
    Il caldo.
    Torrido, fuori stagione, inopportuno.
    Come buona parte di tutto ciò che le stava accadendo.
    Daphne ci era cascata di nuovo.
    Questa volta non era a conoscenza di quello a cui stava andando incontro.
    Era capitato, e basta.
    Ancora una volta il fato aveva preso il ruolo di padrone. Assoluto. Tanto quanto indesiderato.
    Si trovava di fronte ad un androide. Un altro. Questa specie sembrava aver sviluppato una particolare predilezione nei suoi confronti.
    Androidi.
    Alti, perfetti. Apparentemente immutabili, eterni, incogniti. Totally self-assured.
    Yuppies contemporanei. Dotati, tuttavia, di una strana espansività, completamente inappropriata alla loro apparenza artificiale, metallica. O meglio, inaspettata.
    Si sentivano grandi, loro. Credevano nell’esteriorità. Nella fisicità. Nella materialità.
    Anche Daphne si sentiva tanto grande davanti a loro.
     
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    Lei… Era un tipo particolare, certo.
    Non era un Godfather a farle compagnia questa volta. Si trattava di un pregiato prosecco del quale non ricordava nemmeno il nome. Roba sofisticata, lontana dalle sue consuetudini.
    Il tavolo al quale era seduta in bizzarra compagnia divenne presto teatro delle sue riflessioni.
    Che ci faceva lì?
    Quale era la sua parte?
    Non era certo tipo da secchiello e spumante di classe, lei.
    Non si sarebbe mai sognata di ricevere o donare un anello di fidanzamento.
    Non era una romantica.
    Forse… A tratti.
    Era diversa da loro.
     
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    Gli androidi.
    Cosa volevano da lei?
    Così genuina… Umana… Vessata dai sentimenti e dai cattivi pensieri.
    Così vera.
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    L’androide di turno era inusuale.
    La sua medaglietta Bulgari e le sue mansioni tecniche celavano una identità alquanto incoerente.
    Daphne riuscì perfino ad individuare la sua matrice umana.
    Capì che lui la stava ascoltando.
    Era quasi commossa.
    Improvvisamente, il chiarimento:
    lei gli piaceva.
    Questi cercava di comunicarglielo.
    Una, due, tre volte.
    Si mostrava affascinato dalla sua personalità…
    I suoi modi di fare e di relazionarsi al prossimo tipici dei felini avevano fatto centro.
    Che macchina strana.
     
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    Epilogo.
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    No.
    No.
    No.
    Come davanti alla scena di un film, le vennero alla mente i suoi occhi.
    Quegli occhi nella quale amava specchiarsi…
    Quegli occhi che erano diventati così lontani.
    Ebbe un brivido, seguito da un crampo allo stomaco.
    Non si trovava più tra gli altri.
    Era di nuovo in balia dei suoi pensieri e delle sue emozioni.
    Come dimenticare quello sguardo che tanto tempestivamente l’aveva segnata?
    Lui non era un androide d'acciaio.
    Era pervaso da quell’umanità che tanto lei apprezzava,
    L'affinità elettiva
    orfana di futuro
    Disturba i progetti
    rapisce la quiete
    Svela i conti in sospeso
    Accarezzati in sogno
    in un tempo spezzato
    che gira
    rigira
    Ritorna all'inizio
    non vuole finire.
    Daphne non si era mai sentita tanto vicina a Giovanni Lindo Ferretti.
     
    Perchè tutto ciò?
     
    Ben presto nacque in lei la sensazione di essere stata "programmata" in un determinato modo.
    Era forse anche lei un androide?
     
    Smettila di parlare, avvicinati un pò.
     
     
     
    May 31

    Daphne e l' Assoluto

    ...
    Daphne era seduta al tavolo di un comunissimo pub, una qualsiasi locanda, caratterizzata dai profumi tipici delle portate della sua terra... Era così vicina a casa... Eppure... così lontana dal suo spirito.
    I suoi amici, quelli di sempre, illustravano la possibilità del VIAGGIO:
    PARIGI.
    Daphne ci voleva andare da una vita. Così irraggiungibile, come la maggior parte delle cose che veramente desiderava.
    Ma quella sera... Lei aveva altro in mente.
    Era perplessa.
    Ancora una volta, aveva sfidato la sorte. Era andata incontro alle sue emozioni, vivendo nel presente, come se non ci fosse un domani. E nonostante la prospettiva di questo "domani" fosse in realtà ben più tangibile di quanto lei, forzatamente, si imponesse ... In fondo... Ciò non le importava più di tanto. Cocciuta, continuava a perseverare sulla sua linea di pensiero, come era solita fare. E niente altro.
    Era giunta ormai a metà del suo cocktail... Il solito Godfather... Così caldo, sensuale... Inevitabilmente le aveva riportato alla mente il suo segreto... Nessuno sapeva. Nè tantomeno nessuno poteva giudicare. Questo la rassicurava, ma al tempo stesso la faceva sentire sola.
    Non poteva pensare ad altro.
    Ben presto si rese conto di essersi completamente alienata dai discorsi degli "altri".
    Improvvisamente la discussione si spostò su un'eventualità...
    Maledetta eventualità...
    Stili di vita diversi portano a scelte diverse. Daphne si sentì coinvolta.
    Ciò destò la sua attenzione. Era ritornata alla base, di colpo. Aveva abbandonato la sua personalissima dimensione, inaccessibile al resto del mondo.
    Ma solo per poco.
    Subito cominciò a fantasticare...
    E se... Si fosse ritrovata a Parigi... Questa enorme e misteriosa città... Da sola?
    Se ancora una volta le sue scelte l'avessero allontanata da quelle del resto del gruppo?
    Se ancora una volta si fosse realmente sentita sola?
    ...
    Riusciva già a vedere le luci, le popolatissime vie, bouquet di aromi ed odori nuovi.
    La notte.
    Un nuovo universo... Sconosciuto.
    Una nuova realtà... Totalmente incontrollabile. Fredda, pregna di una spregiudicata irrazionalità.
    Indubbiamente era spaventata. Ma, allo stesso tempo, incuriosita.
    Lei e l'incognito, nuovamente.
    Ce l'avrebbe fatta a sopportare tanto?
     
     
     
    May 08

    Mi hai profondamente ROTTO I CO***ONI !!!

     

    Zero Reticoli !

    Un libero riadattamento a cura di DAPHNE della canzone "Zeta Reticoli" dei Meganoidi

     

     

    Stanca delll’ultimo invito di un progetto
    Che si presenta nel nome della falsità
    You know falling in illusion
    Catturati nel sonno della nostra età
    Un messaggio ripete che il mio posto e’
    Mostra tutti i vantaggi e le comodità
    Rag-doll  dimmi se ci sei anche tu
    In un lago di sangue detto realtà
     
    VAFFANCULO! Io  prima o poi ti poserò!
    Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto!
    Non temere zero reticoli on my mind
    Aspetterò il momento per darti in culo un calcio!
     
    Neri quei giorni che passano aspettando te
    Non più convinta che in fondo sia meglio così
    Allentare la presa non per merito di
    chi mi consola ed esorta alla rinuncia
    La mia pelle adotta quel sorriso che
    trapiantato da bocche irriverenti
    si, lo sai già funziona su di me
    ostinata a ripetere tra i denti
     
    VAFFANCULO! Io  prima o poi ti poserò!
    Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto!
    Non temere zero reticoli on my mind
    Aspetterò il momento per darti in culo un calcio!

     
     
      
    July 07

    Questa non è una poesia.

     
     
    Voglio vivere. Per vivere devi mangiare, per mangiare devi comperare del cibo, per comperare del cibo devi scendere in mezzo alla gente.
     
    Mini-market pieno di gente.
    Gente...
    "La Gente".
     
     
    Che fa "La Gente"?
     
    • "La Gente" si alza alle cinque. Deve pulire la casa. IL giorno passa prima, se trovi qualcosa da fare.
    • "La Gente" cammina, è emancipata. Auto nuove e prestiti personalizzati. Senza busta paga.
    • "La Gente" ti ascolta. Se parli la sua lingua.
    • "La Gente" si ama. Il turpiloquio è parte integrante dell' "atmosfera familiare". Anche le bastonate.
    • "La Gente" ti ama, anche se non sei "omologato", se sei Nero, Giallo, se hai i capelli viola, o rossi, o verdi, o sei omosessuale. Purchè non gli cammini troppo vicino.
    • "La Gente" ti rispetta, se non sei uno studente universitario che vive da solo.
    • "La Gente" si tiene costantemente informata su ciò che accade nel mondo; legge sempre i giornali. Soprattutto Eva 3000.
    • "La Gente" guarda il Buona Domenica, e si veste di conseguenza.
    • "La Gente" adora le canzoni leggere ed orecchiabili; tanto nemmeno la vita ha un significato.
    • "La Gente" compra i "gratta e vinci", gioca al Lotto, scommette sulle partite. Si compra il futuro. Che vale 2 €.
    • "La Gente" partecipa alle processioni religiose. Poi ti vede morire, e se ne va per la sua strada.
    • "La Gente" è fiduciosa, positiva; va tutto bene. Pensa a come le cose potrebbero andare peggio. E non importa se prima tutto andava meglio.
     
     
     
    Penso che questa sera cenerò fuori.
     
     
     
     
    ... TaKe Me AwAy FrOm ThE StRaNgEsT PlAcEs...